Cassandra 20255

REGIA: Benjamin Gutsche
CAST: Lavinia Wilson (Cassandra), Mina Tander (Samira Prill), Michael Klammer (David Prill)
Cassandra è una miniserie del 2025 diretta da Benjamin Gutsche, disponibile dal 7 febbraio su Netflix.

La famiglia Prill composta da Samira (Mina Tander), una scultrice, suo marito David (Michael Klammer), scrittore di romanzi polizieschi, e i loro due figli, si trasferisce in una casa nella campagna tedesca con il desiderio di ricominciare una nuova vita. Nella nuova casa, rimasta chiusa per oltre cinquant’anni, la famiglia fa la conoscenza di Cassandra (Lavinia Wilson), una Intelligenza Artificiale, praticamente vintage, creata dallo scienziato Horst negli anni settanta per assistere la sua famiglia e aiutarla nelle faccende quotidiane, dalla cucina al divertimento dei bambini. Cassandra spia e s’intromette nelle vite degli abitanti della casa attraverso schermi collocati in ogni stanza, fedele a un oscuro piano per impossessarsi della famiglia che non può creare. È un mix tra Alexa, Replika e ChatGpt, in un tempo in cui nella realtà queste tecnologie erano a malapena sfiorate dalla letteratura fantascientifica.

Il plot non è nuovo e risulta anche piuttosto forzato, ma Benjamin Gutsche costruisce in soli sei episodi una storia che descrive al meglio il rapporto attuale uomo/macchina, concentrandosi a fondo nelle sue implicazioni socioculturali, dove l’IA si presenta come una vera e propria minaccia, un po’ come era stato Hal9000 in 2001 Odissea nello spazio (1968) o il robot David in A.I. – Intelligenza artificiale (2001). Gutsche sembra aver studiato bene l’argomento e porta alla luce i fragili equilibri tra i sessi, diluendo in sei puntate gli ingredienti del thriller e dell’horror tecnologico, senza scordarsi che prima c’è stato Black Mirror. Quello che affascina davvero in Cassandra, non è dunque tanto la storia e i suoi colpi di scena, ma il racconto e la delicatezza con cui Gutsche tratta l’argomento, anche quando crolla inevitabilmente nelle forzature del genere. Non è tanto la verosimiglianza di Cassandra con le tecnologie IA a noi “care” ad affascinare, quanto il suo aspetto drammatico, profondamente umano e allo stesso tempo glaciale.

Non è esattamente questo che ci sta capitando? l’IA che fa tutto è davvero indispensabile nel far funzionare le nostre vite? E, le nostre vite, i nostri ruoli, con tutto ciò che comportano, sono davvero così diversi da quelli di cinquant’anni fa? Cosa è cambiato per le donne da allora ad oggi, e se un cambiamento è davvero avvenuto, come siamo cambiati noi? Cassandra affronta tutti questi argomenti senza risultare pallosa, con una fotografia elegante e un gusto retrofuturistico vincente, degno dei migliori racconti di Asimov. Impossibile non amarla e non temerla per ciò che ci sta succedendo.

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